Turisticamente il Burkina è poco sfruttato forse per la mancanza di adeguate strutture ricettive e per le pochissime strade asfaltate, ma questo può rivelarsi un grande pregio per chi non ha bisogno di molto lusso ed eccessive comodità. Anzi, il contatto con le popolazioni è ancora autentico e naturale.
Le piste rosse lastricate da giganteschi alberi di mango con le chiome versi contrastano con le capanne dal tetto in paglia, evocando nell'immaginario collettivo il classico panorama africano. Il clima è tropicale e rispecchia quello della fascia del Sahel. Le piogge sono da giugno a ottobre e la stagione secca da marzo a giugno. Il periodo migliore è da novembre a febbraio, la temperatura è l'ideale per viaggiare anche se a volte soffia l'harmattan.
Itinerari Africani ha percorso il paese da nord a sud e vi consiglia i seguenti luoghi.
Dalla capitale Ouaga a nord fino al villaggio di Gorom Gorom che si anima al giovedì per il mercato settimanale coloratissimo e popolato da Tuareg, Bella, Peul e Songai. In alternativa il lunedì c'è il mercato a Markoi a est di Gorom ai confini con il Niger. Nella zona è possibile vedere le donne Peul che indossano svariati ciondoli e, attaccate alle capigliature, i talleri d'argento di Maria Teresa d'Austria.
Procedendo a sud ecco Bani una specie di villaggio santuario. Sulle sue colline si ergono 7 moschee dislocate secondo la posizione di un uomo in preghiera. Un luogo affascinante e mistico. Poco prima della capitale nei pressi di Manega si può visitare un museo in cui sono descritte le tradizioni dei Mossi. Questa è anche la zona per visitare i villaggi caratteristici.  

Il Re dei Mossi  naba Congo

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Casa dipinta dei Gourunsi

A Toessé se avete la fortuna che è capitata a noi, potete essere ricevuti dal Re locale dei Mossi, Congo Naba per una visita davvero regale. La pista rossa ci porta ancora più a sud ai confini con il Togo e il Ghana. Siamo sempre più dentro l'Africa animista, dei riti propiziatori e delle antiche tradizioni. A Tiebelé ammiriamo le case dipinte dei Gourunsi. Gli uomini si occupano della costruzione sovrapponendo strati di argilla alla struttura in legno, mentre le donne curano l'impermeabilizzazione dei muri e la realizzazione di affreschi simbolici di colore bianco, rosso e nero. Proseguendo in direzione sud-ovest arriviamo a Gaoua nel misterioso mondo dei Lobi, un popolo che ha saputo conservare le proprie tradizioni. Interessante l'architettura delle abitazioni su due piani (sopra vive il capo famiglia) con alte pareti in mattoni di fango che le fa assomigliare a piccole fortezze. A differenza di altre etnie che vivono insieme nei villaggi i Lobi abitano in famiglie isolate nei campi che coltivano. Ancora più a ovest nella regione di Banfora siamo immersi nel verde della vegetazione e le rocce della falesia che arriva fino a Bandiagara in Mali.
Una pista bordata da alberi tropicali, manghi, palme e banane ci porta a Niamsogoni dopo aver visto i picchi di Sindou e alcuni villaggi Senufo dai careatteristici granai. Con un facile trekking si può arrivare sotto la falesia e vedere una piccola rarità. Le rovine di un villaggio troglodita abitato da pigmei chiamati Lutein, appartenenti alla stessa epoca dei Tellem nella regione Dogon in Mali.
Banfora è ricca di luoghi da visitare come le formazioni rocciose di Fabedougou e le cascate di Karfiguela. Terminiamo il viaggio con le due città più importanti, Bobo Dioulasso e Ouagadougou la capitale. La prima è la capitale della musica burkinabé. Dappertutto si suona il djembé e nei locali ci sono spettacoli on live!!! Interessante la vecchia moschea risalente alla fine del 1800 in stile sudanese e un giro nell'antico quartiere di Kibidoué. Ouaga è ormai una capitale al passo con i tempi. Interi quartieri sono stati abbattuti e ricostruiti in modo moderno. Le mobilette Yamaha sfrecciano veloci per le vie del centro. Famoso il FESPACO, il festival del cinema africano che si tiene ogni 2 anni e il SIAO il salone internazionale dell'artigianato africano. Un'ultima visita nella zona artigianale per vedere come si realizzano opere originali in bronzo con la tecnica della cera persa,  o come si creano da semplici pezze di cotone, i variopinti tessuti bogolan.
Il nostro è un giudizio senz'altro positivo per una visita completa del paese adatto a chi ama le popolazioni e le sue tradizioni, e soprattutto i colori e i mercati di quest'Africa nera.