Nei pressi dell’oasi di Timimoun, fra la parte meridionale del Grande Erg Occidentale e l’altopiano roccioso del Tademait, c’è una notevole concentrazione di oasi raggiungibili con un bellissimo trekking fra le dune dell’erg, nella regione del Gourara. Grazie alla presenza di acqua nel sottosuolo, l’uomo nel corso di secoli, ha realizzato villaggi ed eretto fortezze, dimostrando che con un’attenta e sapiente programmazione si può convivere con il deserto.
Il trekking è un’esperienza emozionante e spettacolare per i panorami maestosi tra le dune e per il rapporto genuino e cordiale con la popolazione, finora risparmiata dal turismo di massa. Il punto di partenza di questo itinerario è l’oasi di Timimoun. Chiamata l’oasi rossa per il colore dell’argilla della maggior parte degli edifici, è stata da sempre un punto di sosta per viaggiatori e commercianti durante gli spostamenti attraverso il Sahara.

 

Nel mezzo dell'Erg

Il vecchio ksar di Ghentour

 

E’ d’obbligo una visita attenta e minuziosa per ammirare le costruzioni in stile sudanese che ricordano quelle di alcune città dell’Africa occidentale lungo il corso del fiume Niger, senza dimenticare il vecchio ksar (fortezza o castello), un giro al mercato e al grande palmeto con i giardini e le foggara. Le foggara sono gallerie sotterranee scavate dall’uomo per migliaia di chilometri, e servono per raccogliere i flussi idrici del sottosuolo che generano la preziosa acqua. Questa, mediante le ksria, viene ripartita nei giardini con un intricato sistema di canalizzazioni. Le ksria sono dei singolari dispositivi di pietra dalla forma a pettine. Gli interspazi fra i denti, quantificano l’acqua spettante a ciascun proprietario e la distribuiscono alle varie canalizzazioni nei giardini.
Senza questa geniale invenzione, non ci sarebbe la vita in questo lembo di deserto!
Dalla terrazza dell’hotel Gourara si ha una splendida vista d’insieme che spazia dalle verdeggianti chiome delle palme dei giardini sottostanti, alla multicolore sebka (bacino salato) fino alle morbide dune del deserto punteggiate da macchie scure: sono le oasi. La guida puntando con l’indice le nomina in rapida successione: Tala, Ghentour, El-Ahmar, Semdjane, Tingmar, Aghlad, Kali. Solo dopo scopriremo che saranno le oasi del nostro trekking.

 

Verso l'oasi di Tala

In marcia al mattino

 

La sebka, è quello che resta di un antico lago oggi prosciugato la cui superficie è spesso coperta da cristalli di sale che rimontano dal sottosuolo quando l’umidità è maggiore. Fa parte del complicato sistema idrogeologico creato dall’uomo per utilizzare al meglio la poca acqua disponibile. In pratica, ogni oasi ha la sua sebka con le foggara. Quella di Timimoun è la più vasta: lunga 50 chilometri e larga 10.
Una guida Benraid, un cammelliere Mubruk e due dromedari, saranno i nostri compagni con cui divideremo emozioni, fatiche, ansie e momenti d’intense solitudini. Per questo trekking non c’è bisogno di una particolare preparazione atletica. Occorre sapere di dover camminare per 5 o 6 ore al giorno con tratti pianeggianti alternati a passaggi fra le dune. I campi si allestiscono in prossimità delle oasi e sono degli ottimi punti di partenza per visitare questi luoghi in assoluta sicurezza. Complessivamente si percorrono novanta chilometri diluiti in sei giorni. Il periodo migliore va da novembre a marzo con le temperature che non sono eccessivamente rigide di notte. E’ fresco al mattino e caldo nel corso della giornata. L’ideale per il trekking.