Per le grandi distanze fra le varie zone d’interesse e per un viaggio non massacrante, consigliamo l’uso sia dei fuoristrada, sia dei piccoli aerei da turismo indispensabili per giungere nel cuore del delta. Questi brevi voli rappresentano qualcosa di più di un banale trasferimento; solo dall’alto si apprezza la bellezza del paesaggio. Chi decidesse per motivi comprensibili di budget di viaggiare solo in 4x4, al momento attuale (2005) conviene noleggiare il mezzo a Johannesburg ed entrare in Botswana dal Martin’s gate, poi da lì proseguire in base all’itinerario scelto.
Da tenere in considerazione il clima che influenza di conseguenza il viaggio. La stagione secca da maggio ad agosto, che in alcuni casi può protrarsi fino a settembre, è l’ideale per i safari. Il periodo da novembre a marzo è in genere sconsigliato per le piogge e c’è il rischio della malaria nel nord del paese.

 

Lodge a Cliff Island nel delta

Zebre nella riserva Moremi

 

Principali aree protette

Delta dell’Okavango: è una delle meraviglie della natura. Il fiume Okavango giunge nel deserto all’apice della stagione secca, e con la piena si allarga a dismisura, formando un delta di circa 15.000 kmq di splendide lagune, canali ed isole ricche di vegetazione, ma soprattutto di animali. Capita di osservare le antilopi d’acqua, branchi di kudu e di impala, elefanti e naturalmente coccodrilli e ippopotami, oltre ad una enorme varietà di uccelli: dall’aquila pescatrice agli aironi, al leggiadro martin pescatore. Il modo migliore per vedere flora e fauna è quello di farsi guidare da un ranger sui mokoro, le tipiche canoe ricavate dai tronchi d’albero. Nella zona nord orientale del delta c’è la riserva di Moremi. Un’estensione di 3.000 kmq di praterie, foreste e paludi, vere e proprie oasi per gli animali che sono presenti in gran numero. Per avere un’idea della bellezza della riserva, è consigliabile una veduta dall’alto con un piccolo aereo.

Parco Chobe: è il parco più a nord del Botswana e in alcuni tratti "sconfina" in Namibia lungo la striscia del Caprivi. Si estende per circa 11.000 kmq e racchiude nel suo insieme una grande varietà di ambienti naturali: dalle dune di sabbia alle paludi, dalla foresta alle grandi savane. Il Chobe è famoso per i grandi branchi di elefanti e per le antilopi come il sitatunga e il lechwe. La zona di Savuti, un fiume prosciugatosi nel 1982, è quella più interessante ed accessibile ai fuoristrada. Predatori, erbivori ed una gran quantità di uccelli, fra cui il gufo africano, si concentrano nel canale di Savuti. Savuti è la terra dei boscimani con numerose incisioni rupestri vecchie di secoli. Si possono effettuare escursioni in barca sulle rive del fiume Chobe e nella pittoresca laguna di Godiwe, nei pressi di Xakanaxa.

Deserto del Kalahari: è una delle zone più aride dell’Africa. In Botswana ha un’estensione di 65.000 kmq e vi vivono diversi gruppi (gli ultimi!) di boscimani che hanno conservato il loro stile di vita primordiale di caccia e di raccolta. Sono concentrati nell’area di Deception valley. Pochi gli animali e la vegetazione. A ovest le riserve di Makgadikgadi e Nxai costituiscono un unico parco nazionale di 8.000 kmq con delle saline nella zona meridionale. Sempre qui si trovano i Baines baobab, un gruppo di baobab giganteschi dipinti durante la spedizione di Livingstone nel 1862, da Thomas Baines.

Parco di Gemsbok: è situato a sud vicino al confine con il Sudafrica. In virtù di tale posizione è unito al parco del Kalahari Gemsbok sudafricano, diventando così una delle aree protette più estese del continente. Anche qui c’è una grande varietà di animali: dai grossi erbivori agli elusivi predatori come il leone del Kalahari dalla criniera scura. Se si ha fortuna si può osservare il gemsbok, un’antilope che per sopravvivere in queste zone ha adattato perfettamente il suo modo di vivere. Solo qui si possono vedere le dune di sabbia del Kalahari. L’accesso al parco è possibile solo dal Sudafrica superando il confine nei pressi di Bokspits.                                                                                 

 Fotografie di Tiziana Pellegrino