L'8 dicembre 2005 i nostri amici Ilaria Sitzia e Michele Dotti sono partiti per un lungo viaggio nell'Africa sahariana.

Con un Land Rover 90 hanno attraversato Marocco, Mauritania, Mali, Niger, Algeria e Tunisia.

Ilaria e Michele hanno accolto l'appello dell'associazione e consegnato materiale didattico e di sostegno al progetto scuola di Dabaga.

 

Spinti dall'entusiasmo che li contraddistingue, sono riusciti ad organizzare anche una raccolta fondi ricavando oltre 1500 euro che sono stati  destinati all'avanzamento del progetto.

Il 6 gennaio 2006 sono giunti a Dabaga accompagnati da Bouka, un animatore di AFAA.

 

RESOCONTO

A scuola c’erano solo due insegnanti ad accoglierci perché nessuno conosceva con precisione la data e l’ra del nostro arrivo e la scuola era ormai chiusa. Agalì e Gibò ci hanno mostrato le aule e il giardino, i due pozzi (quello della scuola ha un problema, l’ultimo anello di cemento in fondo al pozzo è rotto: entra la terra e lo riempe). Quindi non viene praticamente utilizzato. Si potrebbe ovviare a questo inconveniente, inserendo un ulteriore anello di cemento di diametro inferiore, ma sembra sia un po’ complicato realizzarlo. Goumour comunque conosce bene il problema e le eventuali soluzioni, perché a pochi km dalla scuola possiede un giardino con un pozzo costruito nello stesso modo. Gli abbiamo anche già parlato della cosa.
Il giardino ci è parso un po’ spoglio… mentre quello di Goumur era ricco di verdure di ogni tipo. Il bue è lì nel giardino che mangia cipolle e gli puzza terribilmente l’alito, ma a parte questo sta bene. Le capre (circa una ventina o poco più) sono in un piccolo recinto nel cortile della scuola e ogni giorno una ragazzina per 7000 CFA al mese (figlia di un giardiniere della scuola che ha ripudiato la prima moglie e la vecchia famiglia…, quindi anche questa figlia), le porta al pascolo.
Il soffitto della cucina (fatto in terra, legno e natte) è seriamente danneggiato dalle piogge, passano acqua e luce. Le pentole inviate hanno contribuito notevolmente al miglioramento dell’attrezzatura, ma non abbiamo idea di dove le conserveranno. Abbiamo acquistato 150 cucchiai in acciaio perché i bambini mangiavano con le foglie di palma. Il dormitorio maschile ora è adibito a scuola materna. E’ sponsorizzata dall’ UNICEF per quanto riguarda il misero materiale didattico, il cibo è il medesimo della scuola, ma abbiamo capito che c’è un’altra organizzazione (non ricordiamo il nome) che cerca di garantire il cibo per tutti.
La scuola materna è auto gestita dalle mogli di Agalì e Mohamed, l’ altro insegnante della scuola e non ricevono stipendio da nessuno.Non abbiamo visitato l’altra struttura a fianco che dovrebbe essere un magazzino. Il vecchio dormitorio femminile è l’abitazione del direttore. Le classi sono strutturalmente a posto, mancano i banchi e le sedie per tutti. Si potrebbero anche riparare gli oggetti rotti (persiane da saldare, banchi e sedie divelti…) Abbiamo acquistato anche 4 lucchetti per chiudere le aule: li abbiamo lasciati a Ousmane da consegnare. Il gabinetto c’è, puzza un po’ ma funziona. Forse due sono pochi per così tanti bambini, ma non sono male. Abbiamo visto nelle classi e acquistato parecchi quaderni, penne, pennarelli, pastelli e gessi. Loro ci hanno chiesto di acquistare copertine in plastica per i quaderni e l’abbiamo fatto.
Abbiamo appeso listelli di legno in classe per appendere disegni e lavori dei bambini al posto dello scotch da pacchi. Gli insegnanti ci sono apparsi motivati e all’altezza della situazione: non hanno molta iniziativa "pratica", ma con noi sono stati molto gentili ed ospitali. Abbiamo ricevuto in dono due camice cucite dal sarto, mangiato con loro, siamo stati ricevuti dal capo villaggio e altre personalità e assistito ad una festa di canti e balli fatta apposta per noi. Abbiamo raccolto le loro richieste e ci siamo fatti fare un foglio ufficiale che vi consegneremo appena ci vediamo: comunque le richieste erano di vestiti per bambini e scarpe, anche usate, i banchi, il ripristino del pozzo… ).

Ilaria Sitzia e Michele Dotti